LA RISERVA DI VOLTIGNO E VALLE D'ANGRI
Fernando Di Fabrizio

da: Farindola
ambiente, storia, turismo
COGECSTRE EDIZIONI



Cartina Riserva Naturale Regionale Voltigno e valle d'Angri
(elaborazione grafica di Claudio Giancaterino e Adriano Ridolfi)
A Sud del Gran Sasso d'Italia la linea appenninica viene interrotta dal maestoso Vallone d'Angora che separa l'altopiano di Campo Imperatore dalla valle carsica del Voltigno. Il 28 settembre 1989 la Regione Abruzzo ha istituito in questo territorio la riserva naturale più estesa. Ben 5.172 ettari di faggete, prati, rocce calcaree, doline, grotte e sorgenti sono così inseriti nel circuito delle aree protette. Da alcuni decenni si sottolineava la necessità di tutelare il Voltigno e la Valle d'Angri dove sono presenti numerose specie faunistiche e floristiche. Il valore naturalistico e l'esigenza di tutelare questa area scaturiscono dalla diversità dei biotopi presenti alle diverse quote. Nella fascia pedemontana, per effetto di un'evidente diminuzione antropica, si assiste ad una spontanea ricolonizzazione della vegetazione termofila che si "dissolve" in essenze ripariali lungo il fiume Tavo mentre si trasforma in faggio (Fagus sylvatica) misto a carpino nero (Ostrya carpinifolia), carpino bianco (Carpinus betulus) e acero di monte (Acer pseudoplatanus) nei dintorni di Voltigno. Nel Vallone d'Angri la varietà di alberi ed arbusti è ancora più ricca. Sulle rocce spuntano piccoli gruppi di leccio (Quercus ilex) sopra i boschi di roverella (Quercus pubescens). Sono presenti numerose specie di aceri che in autunno 'esplodono" di colori variopinti: acero di monte (Acer pseudoplatanus), acero campestre (Acer campestre), acero minore (Acer monspessulanum), acero riccio (Acer platanoides), acero opalo (Acer opalus). Nel Canalone di Fonno si possono osservare anche tiglio (Tilia platyphyllos), tasso (Taxus baccata), frassino (Fraxinus excelsior) e corniolo (Cornus mas). Alle stesse quote nella zona occidentale della riserva (Ofena e Villa S.Lucia) si trovano stazioni estese di bosso (Buxus sempervirens). Nelle radure compaiono esemplari isolati di sorbo (Sorbus sp. pl.) e biancospino (Crataegus monogyna e C. oxyacantha). Particolarmente interessante è il patrimonio floristico della riserva. Sia a Voltigno che sulle coste di Ripa Rossa fioriscono la genziana maggiore (Gentiana lutea) le peonie (Paeonia officinalis) e l'anemone dell'Appennino (Anemone apennina), specie protette dalla legge istitutiva della riserva e dalla legge n. 45 dell'l1.09.1979. Tra gli endemismi sono presenti il Ranunculus marsicus e Taraxacum apenninum segnalati in poche altre località d'Abruzzo tra cui la riserva statale Quarto di Santa Chiara. A Voltigno si possono incontrare il Latyrus pannonicus, il Narcissus poeticus, il Colchicum lusitanum e la Gymnadenia conopsea, un'orchidea spontanea chiamata nella zona di Farindola "pianta della discordia".

Al patrimonio vegetale e floristico si aggiunge una ricca presenza di specie faunistiche. Singolare è stata la segnalazione del Capriolo (Capreolus capreolus) il giorno d'istituzione della riserva come di buon auspicio per il futuro non solo del Voltigno e della Valle d'Angri ma dell'intero Gran Sasso. Il Lupo (Canis lupus italicus) è presente sporadicamente. Tra i mustelidi, comuni sono gli incontri con la faina (Martes foina), la donnola (Mustela nivalis) e a volte anche la puzzola (Mustela putorius). Lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) frequenta il bosco di aghifoglie ad Angri ma anche le più estese faggete. Tra gli uccelli i rapaci trovano un habitat ideale l'aquila reale (Aquila chrysaetos), sempre presente sul territorio della riserva, il falco pellegrino (Falco peregrinus), il lodolaio (Falco subbuteo), il Cheppio (Falco tinnunculus), la poiana (Buteo buteo). Molti uccelli predatori durante il passo risalgono la Valle del Tavo e costeggiano le montagne orientali della riserva fino al Valico Forca di Penne dove è stata istituita un'oasi del WWF. Si tratta dell'albanella minore (Circus pygargus), del nibbio bruno (Milvus migrans), del falco pescatore (Pandion haliaetus) e, più raramente, del biancone (Circaetus gallicus). Tra gli uccelli della prateria di altitudine sono da segnalare la coturnice (Alectoris graeca) svernante a quote più basse ma sempre dentro la riserva, il culbianco (Oenanthe oenanthe), il codirosso (Phoenicurus phoenicurus) e numerose specie della Famiglia Alaudidi. Nella riserva del Voltigno e Valle d'Angri sono presenti inoltre il picchio muraiolo (Tichodroma muraria), il passero solitario (Monticola solitarius), il cracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax) con una popolazione numerosa, il ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula) ed il colombaccio (Columba palumbus). Dal punto di vista paesaggistico oltre alla Piana del Voltigno ed alla Valle d'Angri meritano di essere segnalati la piccola catena delle Scalate a Villa Celiera, la Ripa a Farindola ed i boschi di Villa S. Lucia. La riserva offre svariate possibilità ricreative compatibili con l'esigenza di tutela e conservazione della natura (sci di fondo, escursionismo, deltaplano e parapendio, palestre di roccia bird-watching).


Fiume Tavo e Valle d'Angri
(Ph Osvaldo Locasciulli)

Fiume Tavo e Valle d'Angri
(Ph Osvaldo Locasciulli)

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