L'AREA FAUNISTICA DEL CAMOSCIO
Allieve del corso "Operatore turistico in aree protette" - Enfap![]()
da: Farindola
ambiente, storia, turismo
COGECSTRE EDIZIONI
![]() Camosci al pascolo (Ph Antonio Bellini) |
L'area faunistica di Farindola č stata inaugurata il 29 luglio 1992 a 100 anni dalla scomparsa dell'ultimo camoscio del Gran Sasso d'Italia, ucciso sul monte San Vito in territorio farindolese. L'operazione "Ritorno del camoscio" č un programma delineato nel 1978 dalla direzione del Parco Nazionale d'Abruzzo che ha come obiettivo quello di riportare questo prezioso animale sulle montagne dell'Appennino centrale, dove viveva nei secoli scorsi. Le aree faunistiche non hanno solo una funzione di riproduzione e di ricerca, ma anche quella di educazione e sensibilizzazione dei visitatori delle aree protette. L'area faunistica di Farindola č situata nella suggestiva sottocresta Nord-Est del bastione calcareo de La Rocchetta, confina con la pineta di Pietralunga, e con le acque del fiume Tavo e della vicina cascata del Vitello d'Oro. Č un angolo di "Paradiso terrestre" che precede l'ingresso alla Riserva Naturale Voltigno - Valle d'Angri. L'area faunistica ha una estensione di 4 ettari circa e uno sviluppo perimetrale di 1.100 metri; il recinto ha una altezza fuori terra di metri 2.50 e in prossimitą dei picchi rocciosi raggiunge 15 metri. La realizzazione del recinto č stata eseguita dai volontari delle associazioni ambientaliste, dai cittadini della zona e dai volontari del Servizio Civile Internazionale e dalla Cooperativa Ciefizom. Una grande mobilitazione spontanea che ha concretizzato un gesto di riconciliazione con la natura, un atto di riparazione dopo 100 anni. I camosci presenti nell'area faunistica, sono passati da un numero di tre esemplari, nel 1992 a un numero di sei nel 1994. SCHEDA BIOLOGICA Classe: Mammiferi |
![]() Camoscio con piccolo (Ph Mario Pellegrini) |
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