ITINERARIO TURISTICO
Dalla costa al Parco Gran Sasso-Laga

Tratto da:
Gran Sasso Vestino - nella Natura incontaminata.
Produzione Mediacom, Pescara 


Dalla costa al Parco Gran Sasso-Laga
La strada sale lentamente verso l'interno, affrontando con ampie curve le alture a ridosso di Pescara.
Ai lati si apre un paesaggio collinare intensamente coltivato che diventa via via più selvaggio, fino a cedere il passo a rilievi dominati spesso da castelli o da antichi borghi. Gradualmente gli oliveti e le vigne lasciano posto ai pascoli, l'aria diventa più frizzante ed il panorama cambia: valli scoscese e boschi vastissimi si alternano a verdi altopiani fino a scorgere, in lontananza, l' imponente profilo del Gran Sasso.
"...in vista al monte nevoso, con la forma d'ubero pieno, in vista al monte aspro e scintillante, che ha la forma di dormiente titano, in vista al verde selvaggio fragrante adriatico..." ( da "Le novelle della Pescara " di G. d'Annunzio)
E' questo il primo impatto con l'Area Vestina, il territorio che ha preso il nome dall'antico popolo italico menzionato già dagli storiografi della Roma repubblicana.
Muoversi in questa terra suscita emozioni continue: se nella fascia più bassa è l'uomo che nel corso dei secoli ha modificato l'ambiente, creando un paesaggio dove dominano i colori dell'ulivo e del grano, più in alto la natura mostra senza riserve tutta la propria potenza e maestosità.
"Una calma infinita era intorno sui luoghi solitari e grandiosi, su quell'ampia via d'erbe e di pietre, ineguale, come stampata d'orme gigantesche, tacita, la cui origine si perdeva nel mistero delle montagne lontane e sacre".
Tra piccoli laghi, torrenti impetuosi e foreste secolari si ritrovano testimonianze di popolazioni remote. Resti preistorici, come a Montebello di Bertona; misteriose necropoli italiche; vestigia romane; abbazie un tempo gloriose come la Badia di S. Bartolomeo o quella di S.Clemente a Casauria; oratori, piccole chiese, e ovunque una fitta rete di castelli ancora oggi imponenti nonostante il degrado del tempo. 
Quasi tutti i centri, arroccati sulle cime, sono costruiti interamente in pietra viva e malta, escludendo il legno a vista, in quell'ossessivo attaccamento alla pietra proprio della civiltà mediterranea. Le case in pietra nuda, rinserrate l'una all'altra in una massa compatta a guisa di muraglia e perciò dette anche "case-mura", ci parlano delle continue necessità difensive in un mondo di prolungata anarchia feudale.
Non è tuttavia possibile comprendere il senso di questi insediamenti umani, spesso ai limiti dell'abitabile, senza ricondurli nell'ambito della pastorizia, attività economica prevalente in Abruzzo per quasi tre millenni: la stessa forma delle abitazioni riflette un'economia legata ad un tipo di allevamento basato su grandi mandrie di piccoli animali. 

RIGOPIANO
Rigopiano, a Km. 9 da Farindola ed a Km. 25 e 30 rispettivamente dai centri abitati di Castelli (TE) e Castel del Monte (TE), è un importante centro turistico punto di partenza per interessanti ed incantevoli escursioni naturalistiche, speleologiche ed alpinistiche e ricco di strutture ricettive e sportive.
Conca carsica nel cuore del massiccio del Gran Sasso di eccezionale bellezza, a circa m. 1200 s.l.m., attraversata dal Torrente Rigo e sita alle pendici dei monti S. Vito (m. 1952), Siella (m. 2000), Coppe (m. 1800) e Camicia (m. 2564).
La montagna, interamente ricompresa all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, è caratterizzata da ampi pascoli e vasti boschi a faggeta che hanno offerto la possibilità di tramandare fino ai giorni nostri gli usi civici di alpeggio e di legnatico. Non di rado è possibile scorgere animali al pascolo.
Costituiscono patrimonio ricettivo: l'area attrezzata per pic-nic con panche in legno, punti di accensione fuoco interamente realizzati in pietra e parco giochi per i bambini; i punti di ristoro estivi realizzati in legno e perfettamente integrati nel territorio aperti fino a tarda notte per godere di serate all'aria fresca degustando i prodotti tipici locali (pecorino farindolese, arrosticini, ecc.); il camping per roulotte e tende di circa mq. 20.000 dotato di tutti i servizi essenziali quali illuminazione, bagni, docce, servizio lavanderia, reception, punti accensione fuoco e parco giochi per bambini; il Rifugio "Tito Acerbo" adibito a bar, ristorante con posti letto; l'Hotel Rigopiano con n. 50 posti letto, dotato di campo da tennis e campo da bocce, immerso nel verde.
Di notevole importanza, dal punto di vista della sicurezza, è la presenza dell'eliporto di soccorso del C.A.I. 
Rigopiano è anche meta o punto di partenza di importanti sentieri adatti all'escursionismo montano.
Lungo i percorsi si possono osservare piccole stinzie, pascoli ornati da arbusti e frutti selvatici, la suggestiva Grotta dei Briganti, la Fonte Trocchi e la splendida faggeta.
Per gli appassionati dell'arrampicata sportiva sono presenti a Rigopiano due pareti di roccia attrezzate:
- Pietrabianca (Iacovone) situata a Km. 5 da Rigopiano, verso la piana di Campo Imperatore, parzialmente nascosta dal fitto bosco. La struttura è di particolare interesse tecnico per i diversi tipi di arrampicata e per un ambiente di scalata suggestivo;
- Rigopiano (Grotta del lupo) si raggiunge in 20 minuti di cammino seguendo un sentiero che conduce alla base della fascia rocciosa all'interno della quale è ricavata la grotta.
Tra le grotte presenti nell'area, oltre a quelle già citate, di particolare interesse sono la Grotta Pacini, in località Rigopiano, dove furono trovati reperti e tracce della presenza dell'uomo preistorico e la Grotta dell'Eremita, a 1000 m. di altitudine, che tuttora conserva l'integra bellezza incontaminata.
L'area offre, inoltre, una infinità di percorsi, dai più semplici ai più impegnativi, per il trekking a cavallo ed in bicicletta.

VALLE D'ANGRI - VITELLO D'ORO
Valle d'Angri è una verde vallata alla confluenza dei crinali dei monti S. Vito e Bertona, attraversata dal fiume Tavo che nasce dalla sorgente del "Pisciarello" risalendo il quale ci si ricongiunge alla Piana di Campo Imperatore; a sud-ovest si collega con la Piana del Voltigno.
Incantevole è una enorme grotta, chiamata Bocca dell'Inferno, dove il Tavo penetra turbinosamente per poi sfociare in un'altra valle ove forma una spettacolare cascata alta 28 metri: la Cascata del Vitello d'Oro, sorgente tra le più importanti del versante sud del gruppo del Gran Sasso. Da notare il contrasto tra versanti rocciosi con scarsa vegetazione o addirittura spogli e la conca che appare verdeggiante di alberi cresciutivi spontaneamente.
Alla Valle, sita a Km 4 dal capoluogo, si accede mediante strettissimo valico attraversato da una strada che taglia, in parete, un ripido strapiombo.
Dal punto di vista turistico, interessante è la visita all'Oasi Naturale del Camoscio d'Abruzzo, la prima ad essere realizzata nel Parco Nazionale del Gran Sasso d'Italia.
L'area faunistica, inaugurata il 29 luglio 1992 a cento anni dalla scomparsa dell'ultimo camoscio del Gran Sasso d'Italia ucciso sul monte S. Vito in territorio farindolese, è situata nella suggestiva sottocresta nord-est del bastione calcareo di "La Rocchetta" a confina con la pineta di Pietralunga, con le fresche e limpide acque del fiume Tavo e con la vicina cascata del Vitello d'Oro.
Essa, gestita dal Parco Nazionale Gran Sasso - Laga, ha un'estensione di circa 3 ettari ed uno sviluppo perimetrale di circa 1.100 metri; il recinto ha un'altezza fuori terra di metri 2,50 ed in prossimità dei picchi rocciosi raggiunge i 5 metri.
L'operazione di reintroduzione del Camoscio d'Abruzzo sul Gran Sasso d'Italia si può ritenere perfettamente riuscita, gli animali si sono integrati nel territorio tanto che in poco tempo si sono riprodotti.
I camosci sono visibili da una distanza ravvicinata grazie alla particolare comodità del tratto stradale antistante ed al sentiero che percorre esternamente tutto il perimetro del recinto.
Per l'accoglienza dei turisti sono presenti un'area attrezzata per pic-nic, una rustica trattoria, aperta tutto l'anno dove è possibile degustare prelibati piatti a base di trota oltre che i prodotti tipici locali, ed infine l'Ostello della gioventù, nella vicina Contrada Macchie, dotato di 15 posti letto e tutti i servizi essenziali. Il C.A.I. è presente con un punto di soccorso alpino in grado di intervenire in breve tempo sull'intera area.
Per gli appassionati della pesca è stato da poco inaugurato un laghetto in quota per la pesca sportiva dove è possibile catturare trote, anche di notevoli dimensioni, godendo della tranquillità e della bellezza del paesaggio.

Sport e natura
L'Area Vestina, grazie alla peculiare diversità dei suoi ambienti, offre numerose possibilità di sport a contatto con la natura, a partire dall'arrampicata sportiva che può essere praticata su numerose pareti attrezzate dagli appassionati free climbers locali per arrivare all'escursionismo di media ed alta quota e all' alpinismo invernale. Il trekking consente possibilità illimitate con la fitta rete di sentieri montani utilizzati in passato da pastori e mercanti nei loro spostamenti tra un versante e l'altro della catena appenninica.
Anche la mountain-bike è uno sport da praticare lungo le innumerevoli viuzze di campagna.
Il trekking a cavallo rappresenta una splendida opzione di conoscenza dell'area Vestina pedemontana.
Altre attività di turismo ecocompatibile, come il bird-watching e la pesca sportiva no-kill, si svolgono nella Riserva naturale del Lago di Penne. Nella Riserva naturale del Voltigno e nella Valle d'Angri da qualche tempo si pratica anche il volo a vela. Con l'aiuto delle brezze vallive e dei venti montani si possono compiere ore e ore di evoluzioni prima di atterrare anche a quote più alte di quella di partenza. La presenza dell'uomo in territorio farindolese risale ad epoche antiche, anche se le prime comunità stanziali si ebbero con i VESTINI, seguì la colonizzazione romana e l'invasione dei longobardi, così ai tipi bruni di origine italica e romana si aggiunsero i tipi biondi con gli occhi azzurri.
Il nome Farindola deriva proprio da un toponimo longobardo "FARA" che indica un raggruppamento di più persone. 
Padre Serafino Razzi, sacerdote domenicano del "500" diarista e grande viaggiatore, descrisse il suo viaggio a Farindola con queste parole:"… posta alle radici di altissime montagne, in un alto colle, sotto di cui corre gelidissimo il fiume Tavo, poco lontano dalle proprie fonti … havendo nelle vicine selve copie di faggi e di altre sorte di legnami, come aceri e simili ….".
L'acqua fresca e pura insieme con il suggestivo paesaggio montano caratterizzato da un bosco esteso costituiscono, nel settore sud-occidentale del massiccio del Gran Sasso, gli elementi salienti del territorio di Farindola.
Esteso per ben 45 Kmq in Provincia di Pescara all'interno del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso - Laga, confinante con le province di L'Aquila e Teramo, esso va dai 280 metri di altitudine del greto del Tavo ai 530 metri del centro urbano ai 640 metri di Macchie-Vicenne, ai 667 metri del Vitello D'Oro-Angri, ai 1150 metri di Rigopiano, ai 1550 metri del Valico di Vado Sole che apre nella piana di Campo Imperatore, ai 1900 metri del Monte S. Vito.
Di particolare richiamo turistico sono anche le località di Rigopiano e Valle d'Angri-Vitello d'Oro

Farindola (530 m. s.l.m.) giace ad andamento digradante lungo uno sperone collinoso che si affaccia sulla vallata dell'alto fiume Tavo in contrapposizione all'ingresso della Valle D'Angri; visto dalle colline a sud-est, l'abitato si staglia sulla montagna che fa da sfondo quale vera anima di questa caratteristica cittadina.
Nella parte vecchia il dislivello da luogo a caratteristiche e ripide "scalette" che collegano le varie piazze: la principale "G. Mazzocca", su cui si affaccia il Municipio, intitolata alla Medaglia D'oro al valor militare cui è dedicato anche il monumento ai caduti delle due guerre; la piazza "Caduti del Lavoro" in onore degli emigrati farindolesi deceduti nella sciagura di Marcinelle, cui è posta una lapide in ricordo; il piazzale antistante la Chiesa madre di S. Nicola con un'ampia veduta panoramica sulle vicine valli Vestine. Scendendo si incontra il Palazzo Farnese, quindi si giunge alla Piazza S. Cesidio con l'omonima chiesetta per confluire, infine, al Piazzale del Mulino e quindi per risalire a Piazza G. Marconi con la caratteristica "Fonte Grande" munita di lavatoi comunali.
Nella parte centrale del paese è situato il Centro Direzionale Scientifico del Parco Nazionale del Gran Sasso - Laga disposto su due piani distinti e comunicanti in cui sono dislocati al piano inferiore il Centro Visite con il Museo del Camoscio D'Abruzzo, emblema e logo del Parco, unico mammifero tutelato dalla Convenzione Internazionale di Washington sul commercio delle specie rare ed in estinzione e definito dallo studioso Newmann il più bello del Mondo, ed al piano superiore l'Osservatorio di Geologia allestito con pannelli illustrativi del "carsismo" ed altri fenomeni geologici, foto, reperti fossili, vetrini con sezioni sottili, munito anche di biblioteca e sala congressi.
Il materiale esposto permette una lettura completa, dal macroscopico al microscopico, dei fenomeni geologici del Gran Sasso sia a livello elementare, fruibile dal turismo scolastico, che a livello più elevato di ricerca scientifica. L'Osservatorio, infatti, è utilizzato come laboratorio naturale di riferimento per l'insegnamento e per la ricerca da parte della Facoltà di Geologia dell'Università "G. D'Annunzio" di Chieti.

Il prodotto tipico per eccellenza è il Pecorino farindolese dove ambiente, storia, cultura e tradizione si sublimano per dare origine ad un prodotto dalle caratteristiche eccezionali. 
Esso nasce dalla più tradizionale lavorazione del latte intero di pecora e la sua bontà e genuinità vengono garantite dal fatto che la preparazione del formaggio resta ancora legata alla tradizione di ogni singolo produttore.
Si tratta di un prodotto ottenuto dall'uso di un caglio particolare estratto dallo stomaco del maiale che conferisce una caratteristica leggerezza oltreché sapori e profumi particolari all'impasto.
Lo stomaco del suino è dapprima tagliato a listarelle poi messo a macerare con vino di buona gradazione alcolica con l'aggiunta di sale e pepe, dopo tre mesi di conservazione il caglio è pronto all'uso.
La peculiarità di questo formaggio, però, non deriva solo dall'uso del caglio particolare ma è influenzata in maniera determinante dai pascoli da cui ha origine che per la natura del terreno, per il clima, per l'altitudine e per la composizione botanica conferiscono al latte e quindi al formaggio quelle caratteristiche organolettiche non riscontrabili in altri prodotti analoghi.
Il pecorino farindolese può essere consumato allo stato fresco (dopo qualche giorno dalla salatura) tal quale oppure passato in una pastella di farina e uova e successivamente fritto, ingerato (parzialmente stagionato) come antipasto o dessert e, infine, stagionato ottimo per la degustazione o grattugiato per tutti quei piatti della tradizione abruzzese come i maccheroni alla chitarra, le "scrippelle mbusse", ecc. Altre varianti sono il pecorino conservato sott'olio che può essere insaporito con diversi tipi di spezie ed il "marcetto" caratteristico per la presenza della larva detta "salterello" che conferisce consistenza cremosa, odore forte e penetrante e sapore piccante.
Altri prodotti tipici della tradizione farindolese sono gli arrosticini ed il miele.
Gli arrosticini, prelibati spiedini di carne di pecora, vengono tagliati e preparati a mano, cotti alla brace e consumati molto caldi.
Nella degustazione vengono accompagnati da "pane casereccio" con olio extra vergine di oliva di produzione locale, quest'ultimo caratterizzato da elevata genuinità grazie all'altitudine che impedendo la diffusione di particolari fitopatie dell'olivo permette di evitare trattamenti chimici del prodotto.
Dallo stretto rapporto tra uomo e natura incontaminata nasce un altro prodotto della cultura e della tradizione farindolese: il miele. 
La fortunata conformazione orografica dell'area, il succedersi di montagne, altipiani e valli, la coesistenza di boschi e campi coltivati, hanno concesso una ricchezza di paesaggi che offrono una eccezionale profusione di essenze mellifere. Questa ricchezza di specie vegetali, su cui le api svolgono l'attività bottinatrice, determina produzione di diversi tipi di miele che differiscono per il colore, la modalità di cristallizzazione, l'odore, il sapore e per le proprietà benefiche svolte.
Si spazia dai mieli di lupinella, sulla, acacia fino ai mieli millefiori.
Il miele prodotto viene definito "vergine" in quanto non è sottoposto a manipolazione e trattamenti di sorta conservando inalterate, quindi, le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche. E' questo un alimento poliedrico, ricco di sali minerali, fattori ormonali, antibiotici naturali, enzimi, aminoacidi essenziali e proteine, in grado di svolgere una benefica azione sull'organismo.

NUMERI UTILI
  • Municipio - Ostello - Camping - Centro Direzionale Scientifico - Osservatorio Geologico - Tel. 085.823131
  • Corpo Forestale dello Stato Tel. 085.823154
  • Carabinieri Tel. 085.8279522
  • C.A.I. Tel. 085.74814 (E-mail: caifarindola@mail.xoom.it)
  • Soccorso Alpino Tel. 0330.431431
  • Legambiente Tel. 085.823185
  • Cooperativa CIEFIZOM Tel. 085.8236162
  • Compagnia dei Parchi (Affittacamere) Tel.085.823185 
  • http://www.compagniadeiparchi.com/
  • Agriturismo "Fonte Cupa" Tel. 085.8236272
  • Agriturismo "Il Vecchio Frantoio" Tel. 085.8236271
  • Bar Trattoria "Villa Cupoli" (C,da Villa Cupoli) Tel. 085.823381
  • Bar Trattoria "Il Lampioncino" (C.da Villa Cupoli) Tel. 085.823173
  • Bar Ristorante "La Valle del Tavo" (C.da Trosciano) Tel. 085.823244
  • Bar Ristorante "Dell'Orso" (C.da Valle d'Angri) Tel. 085.823171
  • Bar Trattoria "Lu Streghe" di Marzola Mario (C.da Colli) Tel. 085.823104
  • Bar Ristorante "Tito Acerbo" (C.da Rigopiano) Tel. 085.823145
  • Bar Ristorante "Monte Camicia" (Via San Rocco) Tel. 0875.8236143
  • Pizzeria Bar "Lacchetta" (Via Roma) Tel. 085.823196
  • Bar "Orsetto" (P.zza Medaglia d'Oro G. Mazzocca) Tel. 085.823155
  • Bar Pizzeria "La Pantera Rosa" (C.da Villa Cupoli) Tel 085.823136

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