VOLTIGNO E VALLE D'ANGRI

Area ricompresa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

da: AREE PROTETTE D'ABRUZZO
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Cartina della Riserva

A sud del Gran Sasso d'Italia la linea appen­ninica viene interrotta dal maestoso Vallone d'Angora che separa l'altopiano di Campo Imperatore dalla valle carsica del Voltigno. Il 28 settembre 1989 la Regione Abruzzo ha istituito in questo territorio la riserva naturale più estesa. Ben 5.072 ettari di faggete, prati, rocce calcaree, doline, grotte e sorgenti sono così inseriti nel circuito delle aree protette. Da alcuni decenni si sottolineava la necessità di tutelare il Voltigno e la Valle d'Angri dove sono presenti numerose specie faunistiche e floristiche. Nel 1991 con l'istituzione del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga la Riserva è interamente ricompresa nella nuova grande area protetta. Il valore naturalistico e l'esigenza di tutelare questa area erano scaturiti dalla diversità dei biotopi presenti a differenti quote. Nella fascia pedemontana, per effetto di un'evidente diminuzione della pressione antropica sull'ambiente naturale, si assiste ad una spontanea ricolonizzazione della vegetazione termofila con essenze ripariali lungo il fiume Tavo e con un'ampia faggeta (Fagus sylvatica) mista a carpino nero (Ostrya carpinifolia), carpino bianco (Carpinus betulus) e acero di monte (Acer pseudoplatanus) nei dintorni di Voltigno. Nella Valle d'Angri la varietà di alberi ed arbusti è ancora più ricca. Sulle rocce spuntano piccoli gruppi di leccio (Quercus Ilex). Sono presenti numerose specie di aceri che in autunno "esplodono" di colori variopinti: acero di monte (Acer pseudoplatanus), acero campestre (Acer campestre), acero minore (Acer monspessulanum), acero riccio (Acer platanoides), acero opalo (Aceropalus).

Nel Canalone di Fonno si possono osservare anche il tiglio (Tilia platyphyllos), il tasso (Taxus bacca ta), il frassino (Fraxinus excelsior) e il corniolo (Cornus mas)

Alle stesse quote nella zona occidentale della riserva (Ofena e Villa S. Lucia) si trovano stazioni estese di bosso (Buxus sempervirens).

Nelle radure compaiono esemplari isolati di sorbo (Sorbus sp.) e biancospino (Crataegus monogyna e C. oxyacantha).

Sia a Voltigno che sulle coste di Ripa Rossa fioriscono la genziana maggiore (Gentiana lutea), le peonie (Paeonia officinalis) e l'anemone dell'Appennino (Anemone apennina), specie protette dalla legge istitutiva e dalla Legge n 45 dell'11.09.1979.

Tra gli endemismi puntiformi sono presenti i Ranunculus marsicus e il Taraxacum apenninum segnalati in poche altre località d'Abruzzo tra cui la Riserva Statale Quarto di Santa Chiara. A Voltigno si possono incontrare il Lathyrus pannonicus, il Narcissus poeticus, il Colchicum Lusitanum e la Gymnadenia conopsea, un'orchidea spontanea chiamata nella zona di Farindola "pianta della discordia".

Al patrimonio vegetale e floristico si aggiunge una ricca presenza di specie faunistiche. Singolare è stata la segnalazione del capriolo (Capreolus capreolus) il giorno d'istituzione della Riserva come di buon auspicio per il futuro non solo del Voltigno e della Valle d'Angri ma dell'intero Gran Sasso.

E sempre a Farindola, nei pressi del Vitello d'Oro, è stata attivata una delle prime operazioni di conservazione delle specie a rischio:

il ritorno del camoscio d'Abruzzo (Rupicapra ornata) sul Gran Sasso. A cento anni dalla sua scomparsa (1892) questa elegantissima specie è tornata, prima in una speciale area faunistica all'interno della Riserva Voltigno ­Valle d'Angri, poi in assoluta libertà sulle pendici del monte Camicia.

Il lupo appenninico (Canis lupus italicus) è presente con un piccolo nucleo che si sposta tra il versante aquilano e la piu intricata vegetazione del teramano e del pescarese nel versante meridionale del Gran Sasso. Tra i Mustelidi, comuni sono gli incontri con la faina (Martes foina), la donnola (Mustela nivalis) e a volte anche la puzzola (Mustela putorius), più rara la martora (Martes martes). Lo scoiattolo meridionale (Sciurus vulgaris meridionalis) frequenta il bosco di aghifoglie ad Angri ma anche le più estese faggete. Tra gli uccelli rapaci trovano l'habitat ideale l'aquila reale (Aquila chrysaetos), sempre presente sul territo­rio della Riserva, il falco pellegrino (Falco peregrinus), il lodolaio (Falco subbuteo), il gheppio (Falco tinnunculus), la poiana (Buteo buteo). Molti uccelli predatori, durante il passo, risalgono la Valle del Tavo e costeggiano le montagne orientali della Riserva fino al Valico Forca di Penne dove è stata istituita un'oasi del WWF. Si tratta dell'albanella minore (Circus pygargus), del nibbio bruno (Milvus migrans), del falco pescatore (Pandion haliaètus) e, più raramente, del biancone (Circaetus gallicus).

Tra gli uccelli della prateria di altitudine sono da segnalare la coturnice (Alectoris graeca), svernante a quote più basse ma sempre dentro la Riserva, il culbianco (Oenanthe oenanthe), il codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros) e numerose specie della Famiglia Alaudidi.

Nella Riserva del Voltigno e Valle d'Angri sono presenti inoltre il picchio muraiolo (Tichodroma muraria), il passero solitario (Monticola solitarius), il gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax) con una buona popolazione, il ciuffolotto (Pyrrnula pyrrhula) ed il colombaccio (Columba palumbus).

Nella piana carsica numerosi inghiottitoi rivelano la presenza di cavità ancora quasi sconosciute, mentre le raccolte d'acqua permanenti (per esempio il Lago di Sfondo) ospitano ricche popolazioni di rane verdi (Rana Sinkl. "esculenta") e di tritoni crestati (Triturus carnifex).

Piano carsico del Voltigno

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