tratto da: Camozze Anno II numero 7 Inverno 2002


Il Camoscio d'Abruzzo (Franco Mari)

Purtroppo per molte delle spe­cie animali con il passare del tempo si assiste ad una loro diminuzione numerica e ad una contrazione del loro areale di distribuzione.

Per molto tempo questa sorte è stata condivisa anche dal camoscio d'Abruzzo, che ha visto man mano ridursi la sua distri­buzione da un vasto areale comprendente massicci come Gran Sasso, Sibillini, Maiella, Velino-Sirente, Matese, Terminillo e Simbruini, a una piccola area posta nella Marsica dove è stato salvato dall’estin­zione con l’istituzione del Parco Nazionale d'Abruzzo.

Da allora, anche se con vicende alterne in corrispondenza delle due guerre mondiali, il passare del tempo ha visto premiare gli sforzi di chi si è adoperato per la conservazione di questa spe­cie così rara e preziosa.

Nel 1992, esattamente 100 anni dopo la scomparsa dell’ultimo camoscio appenninico dal Gran Sasso, si è avuto il rilascio in natura del primo nucleo su que­sto  massiccio al quale sono seguite altre liberazioni nei due anni successivi, per un totale di 26 animali, a cui devono essere aggiunte quelle degli 8 anima­li effettuate in questi ultimi 3 anni, nel corso del progetto Life realizzato con il contributo dalla Comunità Europea.

Con la fine di quest'anno e l’arrivo del 2002, a 110 anni dalla sua scomparsa e a 10 dalla sua reintroduzione in Gran Sasso, il bilancio è sicuramente positivo con la formazione di branchi stabili e ben strutturati. Gran parte di questo massiccio risul­ta ottimale per questa specie e quindi è ipotizzabile una cre­scita costante nel tempo che ci permetterà di incontrare sem­pre più facilmente "il camoscio più bello del mondo" lungo le pareti rocciose del Gran Sasso. Nonostante  questo  bilancio estremamente positivo i responsabili del Parco sanno che rischi per la sopravvivenza di questa popolazione esistono ancora, ed è per questo motivo che, nonostante tutto il lavoro svolto, le azioni per la salva­guardia sono ancora tra le prio­rità scientifiche dell’Ente.


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