tratto da: Camozze Anno II numero 7 Inverno 2002


Diario di un giorno sulle tracce del Camoscio (Giorgio Morelli)

La ricetrasmittente dalla tasca della giacca a vento gracchia fastidiosamen­te.. pattuglia 1 all'inizio del percorso assegnato... pronta . . pattuglia 6.. pronta...così fino alla 31. Il sonno anco­ra non lascia completamente il corpo così da rendere la radio ancora più stiz­zosa. I primi raggi del giorno si disten­dono sui fianchi aspri della montagna, il colore tinge, tra il buio e la luce, i con­torni indistinti.

Ci risiamo, come da tre anni a questa parte, nella stagione degli accoppiamen­ti del Camoscio d'Abruzzo, il Parco conta i suoi animali. Il 30 censimento della specie è partito. La complessa organizza­zione: 31 pattuglie per passare al setac­cio tutto il massiccio del Gran Sasso, gli appuntamenti, le traversate, i percorsi lunghi, difficili o pericolosi, 70 Forestali e 25 tra dipendenti del Parco e volontari in quota contemporaneamente, la giusta miscela per ogni gruppo tra Forestali e gli altri, è definita nella consueta riunio­ne del giorno precedente. Solo la consa­pevolezza di realizzare un progetto stra­tegico per la conservazione della specie, nell'ambito del quale conoscere il numero esatto degli animali diviene essenzia­le per valutare al meglio le future inizia­tive, ha alleviato l'animo e ha portato i rilevatori su... in alto vicino agli animali. Tutto è andato bene: i Camosci sono numerosi, più di 100, godono di ottima salute, stanno estendendo i loro areali, occupando nuovi territori; stanno arric­chendo il Gran Sasso di vita e la monta­gna sembra accoglierli nel suo seno, nascondendoli negli orridi, sulle cenge inaccessibili, nei canaloni piu impervi. Nei 31 percorsi ci si rende conto che è il massiccio dei Camosci. Essi hanno a dis­posizione spazi sconfinati, pareti precipi­ti disegnate dal Signore apposta per loro:

il giusto numero potrebbe essere anche 3000, tanti sono i luoghi perfetti per la specie.


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