MUSEO DEL CAMOSCIO APPENNINICO



Questa estate, in occasione della "FESTA DELLA MONTAGNA", che celebrava i 10 anni del “Ritorno del camoscio sul Gran Sasso”, è stato inaugurato presso la Sede Scientifica del Parco Gran Sasso – Laga, a Farindola, un museo sul camoscio. A ricordo dell’operazione di reintroduzione, è stato assegnato il nome “Via ritorno del Camoscio d’Abruzzo ad una strada di Farindola.

 

Il camoscio d'Abruzzo

L’operazione camoscio d’Abruzzo, insieme alla salvaguardia del bisonte europeo in Polonia “va considerata l’azione più importante e determinante mai effettuata in Europa per salvare dall’estinzione una specie animale in pericolo” (da: ABRUZZO N.A.I.F. Novembre 2001, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Dario Febbo, Direttore del Parco, pp 49 – 50)

 

SCHEDA
Specie
: pirenaica ornata Neumann

Dimensioni:
lunghezza testa corpo 110 – 130 cm
altezza alla spalla 70 – 80 com
peso 25 – 45 kg, corna fino a 30 com e oltre

Riproduzione:
accoppiamento: ottobre – novembre – dicembre
nascite: maggio – giugno, un camoscio per ogni femmina

Attività: diurna

Alimentazione: erbivora

Il Camoscio d’Abruzzo è l’unica specie animale italiana ad essere compresa, nel 1996, nella lista rossa dei mammiferi in pericolo di estinzione dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature). Inoltre è l’unica specie italiana inserita nell’Appendice 1 della C.I.T.E.S. (Convenzione sul Commercio Internazionale di specie animali e vegetali), firmata a Washington nel 1973. (da: ABRUZZO N.A.I.F. Novembre 2001, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Eugenio Di Zenobio, pp 4)

 

Le aree popolate dal camoscio


Sul Gran Sasso i camosci sono presenti con tre branchi distinti e frequentano l’area di Campo Pericoli e Pizzo Cefalone, , il Monte S. Vito e il monte Guardiola, il Monte Camicia e il versante meridionale della catena. Secondo l’ultimo censimento (ottobre2001) vi sono oltre 100 individui in libertà.

 

Sulla Majella gli esemplari in libertà sono circa 70 e frequentano le Murelle, il Monte Acquaviva e la Cima dell’Altare. Gli ambienti frequentati vanno dalla faggeta alle zone arbustive con radi pini mughi, in d’alta quota, fino agli estesi pascoli altitudinali separati da ghiaioni, pareti e grotte.

 

Vero e proprio gioiello e modello di riferimento, il Parco Nazionale d’Abruzzo (oggi Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise) conta una popolazione di camosci che supera i 600 individui in libertà. Tutte le operazioni di ripopolamento sono partite da qui e, sulla Camosciara, sui Monti della Meta, sul Monte Marsicano e sul Monte Amaro il camoscio troverà sempre e comunque il suo habitat ideale.

Per informazioni e prenotazioni

Ph 085 823133

turismo@farindola.com

 


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