MUSEO DEL CAMOSCIO APPENNINICO

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Il camoscio d'Abruzzo L’operazione camoscio d’Abruzzo, insieme alla salvaguardia del bisonte europeo in Polonia “va considerata l’azione più importante e determinante mai effettuata in Europa per salvare dall’estinzione una specie animale in pericolo” (da: ABRUZZO N.A.I.F. Novembre 2001, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Dario Febbo, Direttore del Parco, pp 49 – 50)
SCHEDA Dimensioni: Riproduzione: Attività: diurna Alimentazione: erbivora Il Camoscio d’Abruzzo è l’unica specie animale italiana ad essere compresa, nel 1996, nella lista rossa dei mammiferi in pericolo di estinzione dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature). Inoltre è l’unica specie italiana inserita nell’Appendice 1 della C.I.T.E.S. (Convenzione sul Commercio Internazionale di specie animali e vegetali), firmata a Washington nel 1973. (da: ABRUZZO N.A.I.F. Novembre 2001, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Eugenio Di Zenobio, pp 4)
Le aree popolate dal camoscio
Sulla Majella gli esemplari in libertà sono circa 70 e frequentano le Murelle, il Monte Acquaviva e la Cima dell’Altare. Gli ambienti frequentati vanno dalla faggeta alle zone arbustive con radi pini mughi, in d’alta quota, fino agli estesi pascoli altitudinali separati da ghiaioni, pareti e grotte.
Vero e proprio gioiello e modello di riferimento, il Parco Nazionale d’Abruzzo (oggi Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise) conta una popolazione di camosci che supera i 600 individui in libertà. Tutte le operazioni di ripopolamento sono partite da qui e, sulla Camosciara, sui Monti della Meta, sul Monte Marsicano e sul Monte Amaro il camoscio troverà sempre e comunque il suo habitat ideale. |
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