Vipera ursinii: un gioiello dei nostri monti
(Ernesto Filippi e Luca Luiselli, tratto da Camozze, anno II – n.7, inverno 2001)
Stiamo
parlando di un gioiello della nostra fauna: la vipera dell'Orsini (Vipera
ursinii). Presente solo
su alcuni
massicci dell'Appennino tra i quali il Gran Sasso, è la più piccola
delle quattro specie di vipere italiane. Le sue ridotte dimensioni (30 - 40
centimetri) e le relative quantità di veleno la rendono assai pericolosa per
l'uomo. Tra l'altro, poche persone possono vantare la fortuna di aver osservato
dal vivo questo splendido serpente, caratterizzato da un comportamento assai
elusivo e che al minimo segnale di pericolo fugge a nascondersi. Originario
delle steppe balcaniche e centro asiatiche, giunse in Italia a seguito di
espansioni di queste formazioni nei periodi interglaciali. Successivamente,
le diverse popolazioni
europee e balcaniche, rimaste isolate le une dalle altre, hanno evoluto
caratteri morfologici e genetici diversi. Tant'è che recenti studi dimostrano
che si tratta, ormai, di specie distinte. A cagione dell'habitat frequentato, la
vipera dell'Orsini presenta caratteristiche peculiari. Essa, infatti, pur non
disdegnando piccoli vertebrati, quali lucertole e roditori, si nutre
prevalentemente di insetti, essenzialmente ortotteri, presenta il ciclo di
attività annuale più breve tra i serpenti italiani e, spesso, le femmine si
riproducono una volta ogni due anni, se non addirittura ogni tre anni.
Purtroppo
esistono seri problemi per la conservazione della vipera dell'Orsini in Italia.
Considerata come uno dei serpenti più
minacciati di estinzione in Europa è, secondo un recente studio statistico, che
esamina lo status di tutti i serpenti italiani, la specie più a rischio della
nostra penisola. Proprio perché ritenuta tale, è stata inserita in una serie
di convenzioni internazionali, quali la Direttiva europea "Habitat",
che protegge anche, ad esempio, l'orso, la foca monaca e il delfino
maggiore, la Convenzione di
Washington, meglio nota come CITES, che tutela animali quali la tigre,
l'elefante africano e il gorilla di montagna, la Convenzione di Berna, che
include animali quali l'aquila reale, la tartaruga marina e la lontra. E'
evidente, quindi, che ci sono molteplici ragioni,
conservazionistiche ecologiche e biogeografiche per considerare la vipera
dell'Orsini come una priorità della fauna italiana, e, in tal senso, il Gran
Sasso appare di enorme importanza, in quanto ospita le più abbondanti
popolazioni di questo splendido rettile in Italia. Ed è per questo che il Parco
ha avviato un progetto scientifico di ricerca sulla distribuzione e il
comportamento della Vipera dell'Orsini.
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